I Fondamentali del Calcio: #8 – Come è fatto un dribbling

Pubblicato da: mistersoccer.it Categoria: Fondamentali Tecnici del Calcio Data: Commento: 0 Like: 1853

Dribbling - Tecnica e tattica individuale

In questo quinto approfondimento su tecnica e tattica individuale parleremo del dribbling, che rientra nel fondamentale tecnico della conduzione della palla con avversario, e delle varie modalità di superamento dell’avversario.

“Era puntuale, serio e la domenica mi faceva vincere. C’era un patto con lui. Non mi piaceva che quando si andava in trasferta i tifosi invadevano l’albergo e lui non aveva un attimo di respiro. Un giorno gli dissi “Quando sei stanco di firmare autografi, ti tocchi la testa e io intervengo”. Ma lui non si toccava mai la testa e allora sbottai “Aho, ma non ce l’hai una testa?”. Lui mi rispose “Mister, come posso deludere gente che ha fatto centinaia di chilometri per incontrarmi?” Carlo Mazzone su Roberto Baggio

“17 settembre del 1989. Baggio riceve palla praticamente al limite dell’area viola, e si lancia in un coast-to-coast paragonabile a quello famosissimo di Weah contro il Verona o agli “Undici Tocchi” di Maradona. Per una ventina di metri conduce la palla con il collo esterno del piede, riuscendo a mantenere una velocità maggiore degli avversari in corsa libera. Poi rallenta, coccola il pallone con l’esterno e salta secco Renica con una frustata verso destra, sterzando subito dopo per sfilare tra Ferrara e la disperata scivolata di Corradini. Solo davanti a Giuliani, lo salta nascondendo la palla con l’interno e poi procede a passettini come se volesse entrare in porta col pallone. Infine se lo sistema sul destro e insacca nell’angolino. Proprio come Maradona contro l’Inghilterra, Baggio sembra l’unico con le scarpe mentre gli altri provano a correre scalzi sulle uova o qualcosa del genere. Dall’alto la sua discesa è irregolare ma fluida, come quella di una goccia d’acqua sulla condensa”. tratto da (www.ultimouomo.com)

CONDUZIONE DELLA PALLA CON AVVERSARIO

La conduzione della palla in presenza di un avversario viene definita dribbling, ed è l’azione di tecnica compiuta dal portatore di palla con l’obiettivo di superare un avversario, senza passare la palla ma effettuando un’azione individuale.

Questo tipo di gesto è fondamentale nell’economia di una partita di calcio, per una serie di motivi ben precisi:

  • permette di creare la superiorità numerica più di qualsiasi altra combinazione di gioco.
  • permette di ottenere calci di punizione determinati da un’azione fallosa del difensore che cerca di evitarlo; ed è bene ricordare che il 25% delle reti si realizzano su palla inattiva.
  • è un’azione di tattica importantissima: è infatti codificato come caso di “contromossa alla zona”, per superare l’ultima linea difensiva.
  • statisticamente, la squadra che vince più duelli 1 contro 1 ha il 75% di probabilità di vincere una partita (Horst Wein – 1993; vi segnaliamo il suo libro “il calcio a misura dei ragazzi”.)

Prima di entrare nello specifico delle esercitazioni utili ad allenare il dribbling, è giusto ricordare un aspetto fondamentale, riguardante la postura del giocatore che affrontiamo ed il suo lato da puntare:

  • se un difensore ci affronta in divaricata frontale ci offre un grosso vantaggio: possiamo eseguire un tunnel, o scegliere un lato qualsiasi per superarlo; la sua postura, infatti, gli determina un grosso svantaggio nel riprendere la corsa, qualsiasi sia la direzione che prenderemo (foto sotto)
  • se il difensore ci affronta correttamente in divaricata antero-posteriore (vale a dire con un piede avanti e l’altro indietro), dobbiamo sapere che il piede da puntare è quello più in avanti, quello più vicino a noi. Infatti, il cambio di direzione verso il piede avanti (definito “piede debole”) renderà il dribbling più semplice perchè coglieremo l’avversario in controtempo.
  • puntare il piede più lontano dalla palla potrà essere più rischioso: infatti, il difensore si ritroverà la palla sul suo lato veloce, quello già in direzione di corsa.

Un dribbling può essere eseguito in corsa o da fermo, e in base alla posizione dell’avversario parleremo di dribbling frontale, laterale o dorsale.

Da un punto di vista tattico, è fondamentale inserire il dribbling in modo corretto nelle due fasi di gioco, quella offensiva e quella difensiva, e permettere ai giocatori di scegliere in modo appropriato il momento giusto in cui effettuarlo, in base ad alcune considerazioni:

Fase offensiva: il dribbling è un’azione molto efficace per saltare una linea di difesa avversaria; è corretto puntare il difensore quando alle sue spalle non ci sono coperture e puntare uno spazio libero in direzione della porta

Fase difensiva: una buona difesa da un dribbling prevede che durante un 1 contro 1 il giocatore difendente venga protetto dalla copertura di uno o più compagni nel caso in cui venga saltato:

  • in caso di dribbling su palla laterale, si possono adottare due linee di copertura (il difensore più vicino, es. terzino, esce sull’attaccante laterale, mentre i due difensori centrali si dispongono in linea per coprire l’eventuale arrivo dell’attaccante).
  • In caso di attacco centrale, di attua la piramide difensiva (il difensore centrale più vicino alla palla esce a contrasto mentre i restanti difensori si stringono per chiudere il buco ed affrontare l’attaccante qualora riuscisse a vincere l’1 contro 1).
  • quando un proprio compagno di reparto viene puntato si copre lo spazio attaccabile e non si marca (principio del copro o marco).

DIDATTICA DEL DRIBBLING

Il dribbling ha una didattica esercitativa ben precisa e richiede qualità tecniche, coordinative e mentali di un certo tipo: niente paura, sono tutte qualità allenabili e facilmente inseribili nel programma di allenamenti di una squadra.

Per allenare il dribbling è necessario programmare diverse situazioni di 1 contro 1, variando gli spazi ed i tempi; ecco alcuni esempi:

  • 1 contro 1: un giocatore parte con palla al piede con l’obiettivo di saltare un difensore in una determinata area di gioco.
  • 1 contro 1: il difensore arriva da posizione laterale e l’attaccante può calciare in porta solo dopo aver superato una linea.
  • 1 contro 1: attaccante riceve palla di spalle alla porta, viene subito attaccato dal difensore, e deve cercare di girarsi verso la porta e superare l’avversario.
  • 2 contro 1: situazione di gioco da sviluppare partendo da una trentina di metri dalla porta, da zona centrale o laterale
  • Minipartite a tempo 1 contro 1 o 2 contro 2 con realizzazione di un goal in porta piccola (senza portiere) o grande (con portiere), oppure cercando di superare una linea di meta

Se volete scoprire altre esercitazioni per allenare il dribbling vi suggeriamo il nostro e-book dedicato alle esercitazioni situazionali e anche la visione del nostro articolo del blog in cui approfondivamo la tecnica del dribbling.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL DRIBBLING

Il dribbling ha degli effetti determinanti sugli sviluppi di gioco e sulla squadra nella sua interezza: è un’azione talmente imprevedibile che il suo esito può condizionare un’azione se non una partita intera. La sua riuscita od il suo fallimento possono generare reazioni ed umori opposti:

  • mantenimento del possesso palla – perdita del possesso palla
  • conquista dello spazio libero – perdita di spazio e tempo di gioco
  • ottenimento dello spazio per effettuare un passaggio senza il disturbo dell’avversario, per effettuare un cross, per andare al tiro – capovolgimento di fronte
  • crea superiorità numerica – se fallito, causa inferiorità numerica
  • impegna più giocatori avversari – se fallito, richiede un dispendio maggiore per i compagni
  • determina insicurezza nella squadra avversaria mentre entusiasma la squadra del giocatore che lo effettua
  • crea imprevedibilità nello sviluppo delle azioni di gioco

In sintesi, il dribbling è una delle azioni più spettacolari ed efficaci del gioco del calcio: va insegnata ed illustrata in modo appropriato, individuando i tempi e gli spazi giusti: vi suggeriamo di inserirlo periodicamente nella vostra programmazione di allenamento, tenendo ben presenti gli elementi della squadra da far allenare di più e soprattutto, individuare le zone di campo più adatte all’esecuzione di un dribbling.

Nella prossima puntata vi parleremo del controllo del pallone, ed in particolare di: finta prima della ricezione, ricezione della palla e difesa della palla.

Buona lettura e buona visione!

Mister Salvatore Fasano

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