Il Marcamento

Pubblicato da: mistersoccer.it Categoria: Fondamentali Tattici Individuali Data: Commento: 0 Like: 759

Il Marcamento – 17 – Tecnica e tattica individuale – 13a parte

In questa 17esima lezione del corso per allenatori entreremo nel dettaglio di un’azione difensiva fondamentale per ogni giocatore: il marcamento.

Questo fondamentale ha avuto uno dei sui migliori interpreti in Paolo Maldini, difensore-bandiera del Milan, riconosciuto come uno dei più grandi marcatori della storia del calcio.

“Non ho saltato un minuto, tra Mondiali ed Europei, e soprattutto nel Milan ho giocato più di chiunque altro. Ma a inorgoglirmi è l’indipendenza intellettuale, che mi gusto appieno ormai da una quindicina d’anni. Io non sono assolutamente una persona perfetta, ho fatto le mie esperienze, positive e negative. Ho osservato molto e ho cercato i sbagliare il meno possibile. La mia indipendenza, adesso, non la baratterei proprio con nulla”. Paolo Maldini

“È dotato di tutti quei valori che fanno di uno sportivo una leggenda. La modestia, indubbiamente, è una delle caratteristiche che contraddistingue la sua identità. La sua professionalità e la sua lealtà gli hanno permesso di ritirarsi dopo 648 partite in serie A e 138 in Nazionale”. (Marca, quotidiano sportivo spagnolo).

Il marcamento è la presa di posizione che si effettua con il corpo in rapporto ad un avversario prima che riceva palla (ZONA) oppure in possesso di palla (UOMO). I suoi principi generali prevedono:

  • Posizione: in rapporto all’avversario, può essere più o meno vicina. Questo dipende dalla distanza del difendente rispetto al pallone e dalle caratteristiche individuali (fisiche e coordinative) dei due giocatori protagonisti. Viene attuata in base all’obiettivo della nostra azione difensiva:
    • a difesa della porta
    • alla conquista della palla
  • Marcamento a zona o ad uomo:
    • a zona: il giocatore che affrontiamo è un attaccante non ancora in possesso palla; il difendente si posiziona tra avversario e porta da difendere, mantenendo sempre il contatto visivo con la palla e l’avversario. L’avversario, nel caso della zona, viene determinato da chi entra nella nostra zona di competenza in relazione alla palla (a tal proposito, è più corretto definirla marcatura in una disposizione difensiva a zona)
    • a uomo: il giocatore difendente affronta il giocatore in possesso palla e ha il compito di marcare lo stesso avversario per tutta la gara.

Atteggiamento del corpo del difensore:

  • appoggi leggeri (sugli avampiedi) e corsa in divaricata antero posteriore (mai in arretramento frontale), così da avere il corpo sempre in equilibrio ed il baricentro basso, posture che permettono di scattare velocemente.
  • andatura in corsa laterale per massimo 3/4 metri per poi scegliere di attaccare o meno l’avversario
  • andatura in corsa all’indietro come sopra.

Per raggiungere gli obiettivi sopra esposti, la FIGC propone la seguente progressione didattica:

  • corsa in percorso di coni a slalom con cambio di direzione ad ogni cono puntando il piede esterno al primo cono e quello interno al cono seguente.
  • corsa in percorso di coni a triangolo con attacco rapido al vertice e poi corsa ad un cono laterale correndo in corsa laterale, guardando sempre il vertice.
  • corsa su avversario senza palla che corre verso difensore cambiando frequentemente direzione: il difensore corre all’indietro sempre con un piede avanti e l’altro indietro, cambiando la disposizione in base alla direzione dell’avversario. STEP 2: attaccante con palla sposta di continuo il pallone per far cambiare piede d’appoggio al difensore
  • Corsa su due avversari che si passano la palla, mantenendo lo stesso atteggiamento e la stessa di corsa dell’esercizio precedente.

L’intervento del difendente avviene in base ad alcune situazioni:

  • attesa-anticipo-difesa della profondità. In base a queste tre, decideremo l’azione migliore da portare in esecuzione.
  • la scelta viene attuata in base alle intenzioni ed al posizionamento del possessore di palla
  • situazioni di palla coperta o scoperta (scoperta, quando l’avversario punta la nostra porta e non ha opposizione; coperta, quando l’avversario non è immediatamente nelle condizioni di poter giocare palla verso la nostra porta).

Il marcamento può essere stretto o largo e oltre alla distanza dalla porta dipende da:

  • distanza dalla palla
  • copertura o meno dei compagni alle nostre spalle
  • differenza di velocità tra attaccante e difensore

Da un marcamento dipendono le risalite difensive nel caso in cui la palla non sia partita in direzione della nostra porta e si attuano per:

  • lasciare in fuorigioco l’attaccante che è partito per ricevere la palla
  • per accorciare sull’attaccante e disturbarlo o anticiparlo prima che riceva il pallone

Il difensore sceglie quale atteggiamento avere in base al movimento dell’attaccante:

  • attaccante in anticipo: lasciamo subito la marcatura per coprire la profondità verso la nostra porta oppure seguiamo l’attaccante
  • attaccante incontro alla palla: il difensore non va mai oltre la linea della palla ma resta sempre tra palla e porta da difendere.

Per migliorare e sviluppare le capacità di marcamento e l’abilità degli attaccanti di eluderlo, vi suggeriamo la lettura del nostro e-book digitale dedicato alle Situazioni di Gioco: oltre 70 esercitazioni situazionali che amplieranno le abilità dei vostri calciatori.

Inoltre, per migliorare le abilità di marcatura uomo contro uomo, non possiamo non citarvi la splendida tesi da allenatore di Maurizio Sottil, che potete scaricare qui.

Nella prossima puntata parleremo delle posture e delle posizioni del corpo in base alla marcatura scelta.

Buona lettura e buona visione!

Mister Salvatore Fasano

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