Il portiere nel calcio attuale - Il portiere moderno

Pubblicato da: Tommaso Di Maio Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 352

Il ruolo del portiere nel calcio è, fra tutti quello più giovane. Storicamente si fa risalire la sua rinascita intorno al 1871 e specificamente in Inghilterra, nella città di Londra.

A questo elemento della squadra si diede la possibilità di poter intervenire sul pallone anche con le braccia e le mani, seppure in uno spazio limitato (inizialmente in tutta la propria metà campo, in seguito nella sola area di rigore). Già questo fatto ci fa comprendere la netta differenziazione che c’è, tra il ruolo del portiere e tutti gli altri, in una squadra di calcio.

Tali differenze, nel corso dei decenni, si sono accentuate sempre di più, determinando in modo notevole la specificità del ruolo. E’ chiaro, quindi, che il portiere, essendo delegato a compiti primari quali la difesa della porta (ultimo baluardo difensivo) e la maggior copertura possibile dell’area di rigore, potendo usufruire di mani e braccia e dovendo operare in spazi molto più ristretti rispetto agli altri giocatori, dovrà avere requisiti (fisico-atletici, tecnico-tattico-mentali) particolari.

Di conseguenza, anche la tipologia di preparazione specifica dovrà essere appropriata in ogni sua componente, diversa dagli atri giocatori soprattutto sotto il profilo tecnico specifico. Il ruolo del portiere, per decenni, è rimasto praticamente immutato rispetto a tutti gli altri ruoli che subivano modifiche e trasformazioni nel tempo. Dalla metà circa degli anni 80, però, il portiere ha avuto un’evoluzione incredibile sotto tutti i punti di vista: fisico, tecnico-tattico, mentale o psicologico. Ciò dovuto a vari fattori e , principalmente, all’aumentata statura media delle nuove generazioni, al ricambio generazionale dei tecnici, con nuove idee e progetti tattici che coinvolgono molto di più il portiere moderno, ma soprattutto alle modifiche al regolamento di gioco che, specialmente negli ultimi anni, lo hanno limitato notevolmente, privandolo in talune circostanze dell’uso delle mani e nei suoi interventi e penalizzandolo spesso nei contatti con l’avversario nell’uno contro uno o nelle chiusure a terra per la copertura della porta. E’ evidente che tali grandi cambiamenti hanno forzatamente modificato anche la preparazione specifica del portiere.

Oggi un portiere moderno, oltre alle prerogative canoniche e storiche del ruolo, deve possedere requisiti tecnici di base (saper calciare, controllo della palla, ecc.) e deve avere conoscenze del gioco, in quanto spesso è parte importante di un progetto tattico (il portiere conquistata la palla, diventa il primo attaccante, avviando un’adeguata azione offensiva). In considerazione, poi, della statura fisico-atletica media (H media 1,87), la preparazione fisico specifica va curata particolarmente. Oggi, elementi di m. 1,90-2,00 devono avere rapidità negli spazi stretti, reattività neuro-muscolare adeguata, come normotipi (H m.1,78-1,82) sicuramente più avvantaggiata sotto questo profilo. Per ultimo, ma non certamente meno importante, l’aspetto mentale o psicologico. L’età media dei portieri chiamati a difendere la porta nelle prime squadre è notevolmente diminuito rispetto al passato: a tutti i livelli (dilettanti e professionisti) giovani di 18-20 anni diventano titolari, con tutte le problematiche del caso (responsabilità, pressioni interne ed esterne, interessi economici, ecc.), per cui, sotto questo aspetto, non si ha un giusto indirizzo (principalmente autostima) e le difficoltà aumentano certamente. Storicamente, l’Italia è sempre stata all’avanguardia nel ruolo del portiere: la “Scuola Italiana di Portieri” ha sempre prodotto tanti grandi portieri ed il livello medio è stato sempre molto elevato. Tuttora, i portieri italiani sono ad ottimi livelli, anche se il ruolo specifico (come del resto tutti gli altri) ha risentito dell’arrivo di molti colleghi provenienti da tutto il mondo per cui, dunque, si è persa un po’ d’identità nazionale. Il confronto di esperienze, abitudini e modalità di preparazione è di sicuro sempre positivo, per cui tutto ciò non può che accrescere il bagaglio professionale di ognuno ( tecnici, preparatori specifici, portieri). L’importanza che il ruolo del portiere ha assunto si può riscontrare nell’esigenza oramai consolidata di ogni squadra, a qualunque livello (dilettanti e professionisti) , di avvalersi della collaborazione di un preparatore specifico per il ruolo.


Tale esigenza è altrettanto importante, se non addirittura superiore, nei settori giovanili e scuola calcio, dove in effetti si inizia quel processo di avviamento al ruolo che può risultare determinante per la formazione più corretta e completa possibile di un giovane portiere.

Sicuramente, un ex portiere ha enormi vantaggi rispetto a chiunque altro per intraprendere un lavoro specifico sui colleghi in attività. Comunque, anche non ex portieri, studiando, seguendo corsi appropriati e avendo la giusta passione, possono essere all’altezza.

Commenti

Lascia il tuo commento

Domenica Lunedi Martedì Mercoledì Giovedi Venerdì Sabato Gennaio Febbraio Marzo Aprile Può Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre