Il ruolo del portiere - Gli aspetti psicologici e mentali della prestazione

Pubblicato da: Tommaso Di Maio Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 308

LE CAPACITA' MENTALI DI UN PORTIERE

Dagli spalti si segue la partita e l’attenzione in gran parte del tempo è rivolta ai giocatori che si competono la palla. Il portiere sta lì, a bordo campo, e nessuno si sofferma a leggere tra le righe, a riflettere che in ogni attimo della partita egli deve restare vigile e pronto a reagire. Ogni azione osservata da lontano, aumenta il suo livello di adrenalina, ed egli accumula energia, la sente premere sotto la sua pelle smaniosa di irrompere. Spesso è obbligato a esultare da solo per un goal dei compagni messo in rete nella parte opposta del campo.

Solo quando la palla si dirige verso di lui, ha l’occasione per potersi sfogare e quando finalmente si presenta, deve fare i conti con una serie di situazioni avverse, come la consapevolezza che i compagni in difesa non sono disposti adeguatamente, analogamente alla foga dell’attaccante che vuole violare la porta. Nel momento in cui entra in gioco per difendere la porta, deve essere capace di annullare ogni pensiero, e di farsi scivolare via la paura che l’avversario possa travalicare quello spazio che lui sta presidiando con tutte le sue forze.

Il suo impeto esplode comunque nell’azione rivolta a bloccare la palla, e se non ci riesce, sentire il pubblico che esulta perché è stato fatto goal, vedere gli avversari che si abbracciano confusi con i suoi compagni delusi, rappresenta per ogni portiere un elemento che disorienta ed al momento stesso umilia. La sua desolazione non è confortata, anzi spesso è acuita dai compagni. E qui entra in gioco la persona che si nasconde dietro i guantoni ed i pantaloni imbottiti. Bisogna essere veramente forti per poter essere in grado di riprendere tutti i pezzettini di sé frantumati dal goal subito e dalle critiche, e ritrovare la motivazione giusta per rimettersi subito in gioco con rinnovato entusiasmo.

Il portiere ci riesce perché serba in sé una preziosa consapevolezza acquisita dalla sua esperienza: quella che ogni sogno infranto può essere riscattato. Egli vive questa emozione ogni volta che si rialza da terra dopo che la palla ha varcato quella porta che inutilmente ha tentato di difendere, ed ogni volta e in ogni caso, ha sempre il coraggio  di rialzare la testa e ritrovare fierezza e dignità.

C’è da dire che sono pochi quelli che possono giudicare un portiere dato che questo ruolo produce pochi e veri giudici del suo operato.

Ecco da dove proviene la consapevolezza che i bravi portieri, nel calcio, sono concepiti come una merce rara. Ce ne sono pochi di bravissimi perché non tutti se la sentono di rischiare se stessi e l’integrità della propria autostima mettendosi in porta. Per certi versi si sta più tranquilli al centrocampo, o in difesa o all’attacco, dove può delinearsi l’opportunità di fare bella figura, scegliendo l’opportunità di farsi coinvolgere o no nell’azione di gioco, cosa che il portiere non può fare. Lui deve parare e basta…e non ha scelta!

Gestire la porta è roba per chi, avendo coraggio da vendere, sa mettersi in gioco in ogni caso. 

È quindi necessario salvaguardare di più la capacità di questa razza pregiata in via di estinzione. Il ruolo del portiere necessita più rispetto, e per garantire questo c’è bisogno di maggiore attenzione per il suo operato, da parte del contesto sportivo, dei compagni di squadra, del pubblico e dei mass media. Soppesare in modo frettoloso il suo ruolo, rientra in quel qualunquismo calcistico, che è difficile demolire. Tutti si sentono capaci di suggerire alternative incompiute che avrebbero salvato il risultato, e questo atteggiamento spesso con i portieri è esaltato.

Bisognerebbe far capire a chi osserva la partita che oltre a dirigere la difesa, il portiere accumula le tensioni di tutti ed è portatore della responsabilità di difendere quello che in campo si costruisce, anche quando sembra che per colpa sua il lavoro del gruppo viene distrutto. Il calcio, come ogni altra disciplina sportiva, va sottoposto ad una lettura più attenta, e parlare alla squadra spiegando che quel compagno che sta tra i pali ha un ruolo diverso, verso il quale la tolleranza deve iniziare proprio dentro l’area di gioco, può essere utile per garantire alla squadra una sicurezza in più di vincere.

Nella prossima puntata parleremo delle differenze sostanziali che ci sono tra i portieri ed i giocatori di movimento.

A presto!

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