Le competenze dell’allenatore

Pubblicato da: mistersoccer.it Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 1726

Un allenatore di calcio deve avere delle competenze di base precise per guidare un gruppo di giocatori e coordinare il lavoro del proprio staff. Come un avvocato studia giurisprudenza, la stessa cosa deve fare un buon allenatore. Scopriamo quali sono le competenze dell’allenatore.

Per prima cosa, è necessario avere competenze nei quattro ambiti in cui si articola la prestazione sportiva dei propri calciatori:

  1. TECNICO: ambito in cui comprendiamo tutte le abilità individuali di un giocatore nel rapporto con il pallone. A tal proposito, vi invitiamo a dare un’occhiata alla sezione del blog dedicata, appunto, ai fondamentali tecnici del gioco del calcio.
  2. TATTICO: ambito che si divide in tattica individuale (capacità da parte del giocatore di scegliere il gesto tecnico più appropriato alla situazione di gioco che affronta in partita; es. davanti al portiere con un compagno libero fronte alla porta, qual è il gesto tecnico più appropriato?Calciare in porta o passare al compagno?) ed in tattica collettiva (disposizione in campo della squadra, cosa fare nelle due fasi di gioco: possesso e non possesso; sviluppi di gioco difensivi ed offensivi).
  3. FISICO-ATLETICO: ambito dedicato alla prestazione atletica dei giocatori in funzione della prestazione in gara ed al miglioramento delle capacità motorie, condizionali e coordinative.
  4. MENTALE: area di lavoro per elevare le capacità di attenzione, concentrazione e pensiero del giocatore; gestire lo stress e la tensione; e soprattutto, condivisione degli obiettivi con i giocatori per tradurre in campo le competenze e le disposizioni dell’allenatore.

Tutte le competenze che abbiamo esposto sopra sono assimilabili tramite lo studio di libri sulle varie materie e attraverso i corsi indetti dalla FIGC. Questi ultimi sono sicuramente più specifici per quanto riguarda gli ambiti tecnici e tattici, ma allo stesso tempo danno anche nozioni da un punto di vista psico-pedagogico, per la gestione mentale, e anche fisico, per la gestione atletica. Certo, l’allenatore ideale dovrebbe saperne di tutto, e avere magari anche una laurea in scienze motorie ed un master in psicologia e gestione del gruppo. Ma non avvilitevi! Il primo passo è sicuramente questo: mettere le proprie competenze a servizio della squadra e dello staff che potreste avere a disposizione. A livello dilettantistico, ci troveremo quasi sempre a dover gestire tutto da soli: dalla preparazione del campo all’intervento in partita per un giocatore infortunato, dalla compilazione della distinta alle sostituzioni. Insomma, capiteranno occasioni in cui saremo soli. In questi casi, vi suggerisco di chiedere la presenza alla società di un dirigente accompagnatore, e nei casi specifici in cui sentite di avere lacune (ad esempio, di tipo atletico) chiedete con umiltà e gentilezza a qualche collega che ne sa più di voi. Ricordatevi: isolarsi e non fare domande è il primo passo verso l’insuccesso. Riconoscere i propri limiti, affrontarli e perfezionarli è il primo passo verso il successo. Torniamo ora ad aspetti di campo e di gioco veri e propri:

  • un allenatore non può prescindere da una aspetto: il tempo. Per tempo, intendiamo i giorni e le ore di allenamento che avrà a disposizione dalla società per lavorare con i giocatori: in questo modo, potrà preparare e pianificare il lavoro (singola seduta, microciclo settimanale, mesociclo mensile, macrociclo annuale).
  • un allenatore deve conoscere le attrezzature che la società può mettergli a disposizione e in base ad esse, organizzare le esercitazioni (es. se abbiamo pochi palloni, sarà inutile preparare esercitazioni tecniche che prevedano un pallone per ciascun giocatore; rischieremo di essere frustrati all’arrivo al campo, quando prenderemo coscienza dell’impossibilità di svolgere la seduta per mancanza di attrezzature).
  • un allenatore deve analizzare la performance dei giocatori in allenamento ed in gara: valutare pregi e difetti delle prestazioni e quindi esaltare e rassicurare i giocatori sui primi, lavorare e preparare le sedute future sulla correzione dei difetti e degli errori evidenziati.

Nella prossima puntata vi parleremo ancor più nello specifico dell’organizzazione del lavoro, della gestione della partita, dei dati analitici (match analysis) rilevabili dalla panchina. Buona lettura! Mister Salvatore Fasano

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