Mental coaching : Come gestire momenti difficili

Pubblicato da: Stefano Nicoletti Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 288

Gestire i momenti difficili

 

La sfida insita nella pratica sportiva comporta inevitabilmente la necessità di attraversare momenti difficili, non solo durante la prestazione, ma anche nei momenti di preparazione alla stessa o nei momenti successivi. Sebbene ogni atleta cerchi la vittoria come momento di premio alle proprie fatiche, è la gestione dei momenti difficili che qualifica in modo particolare l’insieme dei comportamenti e delle attitudini sportive.

Del resto anche la vittoria più facile, che nella pratica sportiva è per tutti una clamorosa eccezione, comporta il superamento di difficoltà di ogni ordine e grado.

Come affrontare e gestire allora i momenti difficili?

Le strade che ci si aprono davanti sono due, molto diverse tra loro. C’è naturalmente una strada apparentemente più semplice e immediata, che sembra poter portare subito al risultato: la scorciatoia dell’autosuggestione. Possiamo definire l’autosuggestione come il tentativo di indirizzare in modo volontario la nostra attenzione in una direzione ben definita. Se quando affronto una difficoltà cerco di convincermi che essa in fondo non esista o che sia banale oppure che sia già stata superata, guadagnerò probabilmente una certa quantità di energie mentali, ma ben difficilmente queste mi porteranno a migliorare la mia prestazione. L’autosuggestione implica infatti il rifiuto del problema e ben difficilmente potrò risolvere una situazione che mi rifiuto chiaramente di prendere in considerazione e analizzare.

L’autosuggestione dovrebbe funzionare solo come spinta per imboccare con più energie la seconda delle due strade, quella della consapevolezza e dell’accettazione. Io accetto il problema e la difficoltà con tutto me stesso. Lo accetto per conoscerlo a fondo e per potermi concentrare sugli elementi che posso davvero controllare e che possono fare davvero la differenza. Per mettere in campo una grande prestazione ho bisogno infatti che tutte le mie energie siano concentrate sui miei singoli gesti.

Accettare un problema o una difficoltà non è rassegnazione, ma estrema lucidità. Vuol dire riuscire a essere flessibili, pronti, determinati esattamente quando serve. Se accettiamo il momento critico esattamente per quello che è, cioè una componente del tutto normale dell’attività sportiva, allora non reagiamo con foga, con scompostezza, ma rimaniamo focalizzati sul nostro obiettivo principale che è quello di fare tutto bene, qui e ora.

La difficoltà puo’ così diventare un punto di riferimento fondamentale per indirizzare le nostre attitudini e i nostri comportamenti.

La strada dell’accettazione è meno immediata e richiede consapevolezza e allenamento costante. Non è un tipo di preparazione che si puo’ fare a freddo: sarà necessario metterla in pratica costantemente durante le prestazioni agonistiche.

Vista la sua delicatezza e la difficoltà di applicazione, sarà molto utile costruire alcuni meccanismi di squadra che possano aiutare tutti i suoi componenti a seguire questa sempre direzione evitando le distrazioni più macroscopiche.

Stefano Nicoletti 

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