Mental Coaching - la creazione di una leadership

Pubblicato da: Stefano Nicoletti Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 238

Nell'articolo di oggi il nostro Prof Stefano Nicoletti ci parla di un argomento molto importante e allo stesso tempo interessante; la capacità in un gruppo di esercitare una leadership. Prima di lasciarvi alla lettura dell'articolo, vorrei porre l'accento su alcuni aspetti per rendere le nozioni che seguiranno semplici da capire.

In una squadra non esiste un solo leader, ma esistono individui che hanno leadership su più livelli. In una squadra c'è il giocatore estroso, il giocatore lavoratore, il giocatore comunicatore, il giocatore guascone e scherzoso. Ognuno di essi, attraverso le proprie skill, mette a servizio della squadra le proprie spiccate qualità.

Proverò a fare un esempio banale: con la mia squadra, proprio ieri abbiamo raggiunto la finale di un importante torneo regionale al quale partecipano formazioni professionistiche e di Serie D. Noi, come Afro-Napoli United, siamo l'unica società di Eccellenza; quindi, il risultato ottenuto è un piccolo, grande successo.

La nostra abilità è stata quella di rendere tutti quanti partecipi agli allenamenti ed alle esercitazioni (prestando attenzione cronometrica al fatto che ogni giocatore svolga tutte le esercitazioni al pari di tutti i compagni). E soprattutto, nelle 5 partite disputate sinora, effettuare un turnover molto ampio, senza tenere conto delle differenti età del gruppo (siamo stata l'unica squadra, finora, a far giocare giocatori classe 2003).

Per me, leadership significa rendere partecipi i giocatori delle scelte dell'allenatore. Da quelle tattiche a quelle sui calci piazzati. Io mi faccio un'idea della migliore squadra e delle migliori scelte in funzione della vittoria, ma prima di confermarle, chiedo sempre ai calciatori se si sentono convinti di queste idee.

Ecco, credo che la parola leadership possa racchiudersi in una sola parola: CONDIVISIONE.

Salvatore Fasano

CRESCERE DEI LEADER

Ogni allenatore ha il limite di dover influire sui suoi atleti solo dall’esterno del campo.

I calciatori sono coinvolti direttamente nel gioco, mentre lui no, assiste allo svolgersi della partita cercando eventualmente di modificarne il corso con gli strumenti che ha a disposizione. Ecco perché ogni allenatore vorrebbe all’interno della sua squadra un leader capace di trascinare i suoi compagni verso gli obiettivi prefissati.

Ma quali sono le caratteristiche della leadership e come riuscire a svilupparla ulteriormente?

Un vero leader si prende le sue responsabilità accettando il carico di pressione che ne consegue. Non è però un accentratore, piuttosto il contrario: riesce infatti a motivare le persone intorno a lui affinché anche ciascuna di loro possa responsabilizzarsi e rendersi capace di prendere l’iniziativa. Come riesce a motivare le persone, un leader? Con la buona comunicazione personale, che parte sempre da un ascolto dell’altrui punto di vista non viziato da giudizi immediati o da pregiudizi.

Il leader è anche uno specialista nel prendersi il rischio giusto al momento giusto. Prende costantemente decisioni per sé e per gli altri, ma non è un decisionista, non ha l’ansia di dover pensare a tutto da solo perché sa delegare e sa crescere persone degne di fiducia.

Un leader costruisce ponti: tra le persone, tra le situazioni, tra i desideri e gli obiettivi, tra il presente  e  il futuro. E lo fa in buona misura con il suo esempio, che non è fatto solo di scelte e di azioni, ma anche e soprattutto del suo atteggiamento. Il leader sa creare l’atmosfera giusta e sa mantenerla nel corso del tempo, attraverso cambiamenti, soddisfazioni e difficoltà.

La sua soddisfazione personale maggiore sarà quindi quella di vivere nel centro di relazioni personali costruttive, perché sa che dalle queste nasce tutto quello che c’è di buono in ogni manifestazione della vita sociale.

Abbiamo già capito che nella sua continua attività di stimolo e delega, il vero leader crea continuamente nuovi leader. La presenza di più leader all’interno della squadra risulterà fondamentale per dotarla della capacità di gestire in modo flessibile le varie situazioni di gioco. Un solo leader non puo’ dare la stessa garanzia, perché e’ umano e quindi in ogni caso soggetto a momenti di ridotta lucidità, difficoltà, stanchezza e crisi. In questi momenti, altri suoi compagni di squadra sapranno intervenire per guidare lui e gli altri compagni verso la loro complessiva prestazione ottimale.

Abbiamo capito anche che l’allenatore avrà un ruolo fondamentale nella crescita di questa leadership diffusa. Se avrà maturato una buona parte delle caratteristiche sopra descritte riuscirà, con i giusti tempi, a creare in modo naturale nuovi leader per la sua squadra.

Stefano Nicoletti

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