Mental Coaching: "la parola" - un esercizio che costruisce la squadra

Pubblicato da: Stefano Nicoletti Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 756

Nell'articolo di oggi, il nostro mental coach Stefano Nicoletti vi parlerà di un esercizio molto interessante che non riguarderà diagonali, coperture, marcature, palla coperta/scoperta. Vi parlerà forse di un livello superiore: la comunicazione, l'utilizzo della parola tra giocatori in campo per riuscire ad essere sempre presenti alla partita, ritornando al concetto di QUI, ORA.

Conoscendo Stefano, mi sto rendendo conto di quanto il lavoro di allenatore possa essere integrato in modo fantastico da competenze e conoscenze esterne.

Vi farò un esempio: durante gli allenamenti, cerchiamo sempre di porre attenzione e di rafforzare nei giocatori il concetto di UOMO-SOLO. Ai nostri giocatori dico sempre che se un giorno dovessero trovarsi a giocare in stadi (glielo auguro con tutto il cuore :)) ) con decine di migliaia di spettatori, l'utilizzo della voce diventerà fondamentale per tantissimi motivi:

  1. Comunicare con i compagni
  2. Evitare la perdita di possesso
  3. Comunicare con l'allenatore in panchina
  4. Comunicare con l'arbitro 
  5. Fare in modo che autorevolezza e tono della propria voce siano talmente decisi che faranno dimenticare l'influenza e la pressione generate dagli spalti

E soprattutto, perchè voglio che i giocatori superino quella timidezza che gli impedisce di parlare ai propri compagni.

Ed ecco che ritorno a quanto detto ad inizio articolo: l'esercizio di Stefano ha dato una piccola illuminazione ed una specificità maggiore a quello che faccio. E sicuramente proverò a farlo con i miei giocatori. E mi auguro che possa essere di aiuto a tutti voi!

Mister Salvatore Fasano

“La parola”, l’esercizio mentale che costruisce una squadra

 

Costruire una squadra è uno dei compiti più affascinanti, complessi e sfidanti che ogni essere umano possa essere chiamato a portare a termine. Si tratta in fondo di riunire un gruppo di persone intorno a idee e obiettivi condivisi attraverso una motivazione continuata e capace di rigenerarsi nel tempo attraverso automatismi di collaborazione e comunicazione.

Ognuna di quelle persone ha naturalmente una storia e delle caratteristiche uniche e irripetibili che andranno valorizzate per poterle mettere al servizio del gruppo senza che il singolo si senta annullato dentro al gruppo stesso. Non ci potrà essere fiducia all’interno della squadra senza che ognuno si senta chiamato a dare un suo contributo individuale.

Per riuscire a dare sostenibilità al progetto di costruzione della squadra, bisognerà poi lavorare su un unico obiettivo fondamentale che non sia (solo) quello della vittoria. Vincere è infatti un obiettivo troppo indeterminato, sia nelle modalità sia nelle tempistiche, per poter essere adottato come punto di riferimento per il lavoro quotidiano.

L’obiettivo fondamentale di una squadra dovrà essere allora quello, più immediato, di fare sempre la cosa giusta al momento giusto, sia a livello individuale sia a livello collettivo. Facile a dirsi, ma rimanere assolutamente concentrati sul gesto da compiere qui e ora risulterà tutt’altro che banale.

E’ qui che potrà essere utile incentivare alcuni meccanismi che possano portare e mantenere la prestazione sulla strada giusta. Un esercizio da proporre che si rivelerà molto potente nella sua semplicità è quello de “la parola”.

Riunite la squadra a inizio allenamento, quando sono ancora intatte le energie fisiche e mentali. Spiegate ai giocatori che l’obiettivo di questo esercizio è quello di mantenere in ogni situazione il livello di concentrazione della squadra ai livelli ottimali, quelli che permettono una prestazione soddisfacente.

Chiedete loro di scegliere una parola da poter ripetere in campo durante una partita, anche a voce alta, anche gridando. Lasciate che il gruppo partorisca quella singola parola senza interferire: limitatevi a stimolare la scelta di una parola che abbia un significato specifico per quella specifica squadra e che quindi non sia una parola qualunque. Del resto, i calciatori capiranno immediatamente quando avranno trovato la “loro” parola.

Ora, chiedete a ognuno di loro di usare quella parola durante le partite (anche quelle di allenamento) ripetendola a voce alta in campo ogni volta che hanno la sensazione che la squadra stia perdendo la capacità di concentrarsi sul “qui e ora”. Potrà accadere per un gol preso a freddo, per il troppo nervosismo o per la poca carica nervosa, per un errore arbitrale o per una qualsiasi altra distrazione.

Ogni giocatore avrà così la possibilità, con un’unica parola, di riportare la squadra a rincorrere l’obiettivo fondamentale di fare la cosa giusta al momento giusto, oltre che a comunicare di più e a riflettere su quegli aspetti di gestione mentale delle partite che possono fare la differenza.

Stefano Nicoletti

Commenti

Lascia il tuo commento

Domenica Lunedi Martedì Mercoledì Giovedi Venerdì Sabato Gennaio Febbraio Marzo Aprile Può Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre