Mental coaching, una specialità umana e scientifica

Pubblicato da: Stefano Nicoletti Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 342

Tutti noi ci rendiamo perfettamente conto che la prestazione sportiva non è solo tecnica e forza fisica, ma anche capacità di gestire le nostre risorse ed energie mentali. Trasformare questa consapevolezza in allenamenti capaci di preparare adeguatamente anche la nostra mente non è semplice, soprattutto quando si tratta di allineare la nostra parte emotiva con quella razionale.

La nostra cultura promuove infatti il predominio della ragione e questo ci impedisce di attingere alle nostre risorse più profonde e viscerali per performare al meglio. Ci perdiamo così in affermazioni come “volere è potere” che si fondano completamente sull’autosuggestione e bloccano un vero processo di crescita personale fondato sulla conoscenza approfondita di se stessi.

La domanda implicita che ogni mental coach si vede rivolgere è se esista una formula magica per raggiungere la propria prestazione ottimale. La risposta è, ovviamente, no. Non esistono tecniche miracolose, ma solo un processo di miglioramento continuo, un viaggio da affrontare con curiosità e con la certezza che per giungere a qualche risultato si dovranno attraversare difficoltà’ e momentanee delusioni.

Qual è allora il ruolo del mental coach, se non quello del compagno di viaggio? Non un maestro, non un guru cui attaccarsi in modo morboso, ma una presenza amica che sappia prima di tutto ascoltare e osservare.

Un buon mental coach ha l’obiettivo di rendersi superfluo. Una volta innescata la crescita di consapevolezza dell’atleta attraverso riflessioni e analisi condivise, il coach dovrà limitare i suoi interventi a quelli richiesti dalle situazioni e dagli atleti stessi. Rimarrà sempre un punto di riferimento, ma non come un insegnante di ripetizioni. Piuttosto, sarà come la maestra delle elementari cui torniamo volentieri per un consiglio anche se ormai stiamo finendo gli esami dell’università.

Questa nuova rubrica di mental coaching su Mister Soccer si pone dunque l’obiettivo di creare una base di consapevolezza sul tema della gestione mentale della prestazione. Ormai abbiamo alle spalle decenni di studi scientifici in questo senso, che citerò sempre e con precisione.

La mia carriera di formatore, abituato a parlare con studenti, imprenditori e atleti, mi ha portato a credere fortemente nella comunicazione personale, quindi mi è chiaro che gli articoli serviranno soprattutto a sensibilizzare e a incuriosire sul tema, piuttosto che a generare un cambiamento necessario.

In ogni caso ogni viaggio inizia con il primo passo e io vi invito a seguirci su questa strada che puo’ portarci tutti lontano.

 

Stefano Nicoletti, classe 1975, è un professionista della formazione e della finanza. Si occupa di coaching e divulgazione nel settore del calcio, rugby e esports. È autore di “Guida alla prestazione ottimale nello sport”, una raccolta di storie di sport e ricerche scientifiche sul tema della prestazione ottimale.

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