PORTIERI - le differenze sostanziali tra portiere e giocatore di movimento

Pubblicato da: Tommaso Di Maio Categoria: Blog Data: Commento: 0 Like: 579

DIFFERENZE RISPETTO AI GIOCATORI DI MOVIMENTO

 

Il ruolo del portiere presenta senza alcun dubbio molte differenze rispetto agli altri ruoli. Considerando le qualità fisico-strutturali, le componenti condizionali e di conseguenza le tecniche metodologiche di allenamento, non è difficile comprendere le molteplici differenze tra i modelli prestativi dei calciatori e il modello prestativo del portiere.

Nella prestazione di gara, il portiere è impiegato in interventi rapidi ed intervallati da ampio recupero, ciò induce ad affermare che è il calciatore più sottoposto all’impegno anaerobico alattacido. Tali differenze metaboliche, sommate al diverso impegno prestativo-condizionale e alle maggiori doti fisico-antropometriche, sono i presupposti che portano alla diversa strutturazione dell’allenamento rispetto agli altri giocatori, con particolare riguardo alla forza e alla velocità.

In particolare, la forza espressa dal portiere è di tipo esplosivo ed esplosivo-elastico, mentre la velocità non è intesa solo come pure velocità motoria, ma anche mentale, in quanto una delle più affermate qualità del portiere è quella di decidere in tempi rapidi l’atto motorio da espletare in un determinato momento di gioco. Forza e velocità non potrebbero però essere espresse al meglio senza un adeguato livello coordinativo e di mobilità articolare.

La coordinazione permette infatti ai portieri di espletare atti motori fruenti, armoniosi e tecnicamente validi e di poter optare nella scelta del gesto più idoneo e meno dispendioso dal proprio bagaglio motorio durante la gara o durante l’allenamento.

La flessibilità o mobilità articolare invece, ha un importante significato motorio e preventivo, infatti, sulla base di una adeguata mobilità, il portiere ha la possibilità di effettuare movimenti con soddisfacente escursione articolare e allungamento muscolare, e questo può limitare gli infortuni indiretti.

La sfera regolamentare, come quella fisico-condizionale, presenta anch’essa notevoli differenze: basti pensare al fatto che il portiere può fare uso delle mani, o che è addirittura l’unico in campo dotato di una maglia diversa dalle altre, proprio perché deve farsi riconoscere nel suo operato dai compagni, dall’arbitro e dagli avversari.

Le molteplici “particolarità” dell’estremo difensore dal punto di vista prestativo, hanno ovviamente indotto tecnici e preparatori ad impostare una tipologia di allenamento basata sul modello in esame. L’importanza di analizzare il modello prestativo specifico del ruolo, di impostare una tipologia di allenamento idonea alle caratteristiche morfologiche e funzionali del portiere “atleta”, di mantenere una condizione fisica e mentale ad ali livelli centrando ogni obiettivo tecnico e tattico, è la base per poter portare L’estremo difensore al massimo delle proprie possibilità al momento della gara.

Commenti

Lascia il tuo commento

Domenica Lunedi Martedì Mercoledì Giovedi Venerdì Sabato Gennaio Febbraio Marzo Aprile Può Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre