Quali domande devo farmi?

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Il potere delle domande e la capacità di imparare nuove conoscenze ponendo e ricevendo domande.

Cari Amici di mistersoccer, nelle ultime tre settimane abbiamo parlato dei fondamentali tecnici del gioco del calcio; vale a dire, quelle azioni che si ripetono maggiormente durante un partita di calcio (dalla guida della palla, alla ricezione ed alla trasmissione, passaggio e stop, tiro in porta, dribbling etc. etc.). La normale progressione didattica prevederebbe ora che parlassimo dei principi di tattica, sia individuale che collettiva. Ma prima di farlo, abbiamo deciso di fare un piccolo passo indietro e cercare di illustrarvi quali sono le corrette procedure che un allenatore dovrebbe svolgere per coordinare il lavoro non solo dei giocatori, ma anche dello staff a disposizione, dei magazzinieri e di tutti coloro che partecipano alla vita giornaliera della squadra.

Ripercorriamo insieme il corso per allenatore FIGC svolto a Giugno del 2014. Il corso svolto mi consente di allenare in 1-2-3 categoria e juniores regionale. Il corso per allenatore si apre con un’interessante tema legato “potere delle domande”. A tal proposito, vi riporto due celebri frasi:

  • “non ho mai imparato niente semplicemente parlando. Ho sempre imparato qualcosa quando ho posto delle domande”. Lou Holtz
  • “una delle cose più importanti nella vita è non smettere mai di fare e farsi domande”. Albert Einstein

Una domanda può essere sempre vista come una debolezza, come una mancanza. E spesso, da allenatori vogliamo mostrarci competenti e preparati in tutto. Ecco, credo che un primo passo verso il successo e verso una proficua collaborazione con tutti, richieda un grande sforzo di umiltà e soprattutto, un’enorme curiosità. Fate tante domande a tutti coloro che vi sono vicini nel vostro lavoro (dai giocatori allo staff, dai dirigenti ai dipendenti della società: insomma, cercate di informarvi su tutto quello che accade nel vostro mondo di allenatori). Ci poniamo e facciamo domande per i seguenti motivi:

  • ottenere informazioni (es. chiedere ad un giocatore in quale ruolo preferisce giocare oppure in quale stagione ha reso meglio)
  • testare e aggiornare il nostro livello di conoscenza
  • sviluppare relazioni umane
  • allenare la propria mente
  • motivare e persuadere
  • stimolare il pensiero
  • allenare creativamente (es. durante un allenamento, qualche giocatore spesso può fare delle osservazioni sull’esercitazione: ascoltare il suo parere e magari adattar,e al momento o per le prossime sedute, il lavoro, può essere un buon modo per migliorare le esercitazioni e l’autorevolezza nei confronti del gruppo)
  • controllare la conversazione
  • costruire fiducia
  • imparare ad ascoltare

In questo percorso, un allenatore, soprattutto nei casi in cui partiamo da un settore giovanile o da qualche serie dilettantistica, deve avere ben chiare una serie di difficoltà e una serie di tempi medio-lunghi nei quali portare avanti il proprio percorso da tecnico. Farsi domande in modo periodico vi permetterà di testare ed analizzare il vostro andamento ed i vostri progressi o regressi; e dall’analisi nascono le correzioni ed i miglioramenti della propria prestazione.

Farsi delle domande è un ottimo strumento di auto-analisi per un allenatore; permette di verificare il lavoro quotidiano che svolgiamo al campo e di migliorare le sedute seguenti.

  • Quali sono i miei obiettivi, i miei punti di forza e le mie debolezze? Sono consapevole di essi?

Per obiettivi, vi suggerirei di fissarne uno temporale (es. in quale categoria voglio arrivare nei prossimi due-tre anni) ed uno tecnico-tattico (da fissare per ogni seduta di allenamento). Per punti di forza o debolezza, partire dal patentino che abbiamo conseguito e magari essere consapevoli che ci sono tecnici più preparati di noi; quindi, non smettere mai di leggere e informarsi sulla materia calcistica.

  • Sono pronto ai cambiamenti e a dedicare un arco di tempo molto lungo per fare questo lavoro?

Il calcio è uno dei lavori più umorali e variabili di sempre; e spesso, a farne le spese sono gli allenatori. Anche a livello giovanile, subiamo pressioni continue dai Presidenti, dai dirigenti e dai genitori dei bambini. Ecco, questi sono continui cambiamenti ai quali veniamo sollecitati; credo che il miglior modo per affrontarli sia parlarne con i diretti interessati, esponendo con garbo e pacatezza le nostre posizioni ed i nostri criteri di scelta. Meglio il confronto che lo scontro. Una vita per il calcio. Il calcio è la cosa più importante tra le cose “non serie” (Arrigo Sacchi). Partirei da questa frase per chiarire un aspetto fondamentale: il calcio è un gioco ma è una cosa seria e come tutte le altre carriere professionali va visto ed inquadrato come il percorso di un’intera vita. Non lasciatevi scoraggiare, non lo abbandonate. Certo, a livelli dilettantistici il primo elemento di abbandono è la sostenibilità economicao, ma se questa è la vostra prima passione, cercate di equilibrare il vostro tempo e le vostre entrate intorno ad esso. Datevi una quantità di ore precise per ciascuna delle vostre giornate da dedicare al vostro lavoro di allenatore e rispettate quotidianamente il vostro programma di lavoro.

  • Riesco a guardare in avanti e a risolvere i problemi?

Andiamo subito al sodo: perdiamo una partita per un errore grossolano di un nostro giocatore. Veniamo avvicinati da tutti; il primo commento spesso è accusatorio nei confronti del singolo errore e del singolo episodio. Ecco, credo che la risposta alla domanda sia diversa: un allenatore analizza l’errore, che sia esso individuale o collettivo e prepara, per il prossimo allenamento, delle esercitazioni che puntino a risolvere i problemi evidenziati dalla gara. Il mercato lasciatelo ai dirigenti; le chiacchiere lasciatele ai tifosi. Il vostro compito è allenare, istruire e correggere i vostri giocatori! Riflettete con attenzione su questa frase e sul vostro vero ruolo. Parlate poco, studiate tanto, mettete in pratica! Nella prossima puntata del blog vi parleremo della differenza tra “competizione ed eccellenza”.

Buona lettura!

Mister Salvatore Fasano

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